- Il recente e bellissimo volume da lei curato** raccoglie una gran quantità di lettere e scritti politici (in gran parte inediti o sconosciuti nel nostro Paese) di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. Si tratta di un patrimonio di umanità e di intelligenza politica a mio avviso davvero straordinario.
Conversazione con Giovanni Sarubbi, direttore di www.ildialogo.org*
Intorno alla storica decisione di Benedetto XVI, in queste ultime settimane abbiamo potuto assistere a lunghe e appassionate discussioni e interpretazioni. Concita De Gregorio, ad esempio, ha così concluso una sua interessante analisi: “Un Papa anziano. Che non ha le forze per fronteggiare da solo una struttura di potere interna ed esterna al Vaticano. Che ha solo uno strumento per combattere la battaglia in nome di Dio, contro l'io. Quella descritta nell'Angelus. Ha solo, come munizione in questa guerra, se stesso.”(La Repubblica, 22 febbraio 2013). Mentre Michele Partipilo si è così espresso: “Il «conservatore» Ratzinger ha invece dimostrato di essere il più progressista di tutti ponendo la Chiesa di fronte a un duplice problema: il suo ruolo nella società contemporanea; la trasparenza come nuova cifra etica. La rinuncia di papa Benedetto vale più di molte encicliche e avrà sulle gerarchie vaticane effetti molto profondi, poiché scuote dalle fondamenta un sistema di potere rimasto sostanzialmente inalterato negli ultimi cento anni.” (La Gazzetta del Mezzogiorno, 23 febbraio 2013)
Conversazione con Riccardo Noury, portavoce della sezione italiana di Amnesty International
In questi ultimi giorni, fra le “azioni urgenti” presenti sul sito web della sezione nazionale di Amnesty International, è possibile incontrare il caso diMuhammad al-Ajami, poeta del Qatar, in carcere dal novembre 2011, condannato all’ergastolo (pena recentemente ridotta a 15 anni di detenzione) per presunti “reati di opinione”, legati alla sua attività artistica.
Una conversazione con Maurizio Simoncelli, autore di numerosi studi sull’industria militare e sulla politica della sicurezza
L’ultimo libro curato da Maurizio Simoncelli, vicepresidente dell’Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo, ricostruisce, con lucida e rigorosa competenza, le principali tappe delle politiche di disarmo e di controllo degli armamenti, sia nell’ambito delle armi convenzionali, sia di quelle di distruzione di massa, evidenziandone i successi e i fallimenti, i compromessi e le innovazioni.
Conversazione con Paola Giovetti sul suo ultimo libro
Paola Giovetti, redattrice della rivista trimestrale Luce e Ombra, la più antica rivista italiana di parapsicologia e problemi connessi, è notissima autrice di una trentina di saggi relativi a tematiche di carattere esoterico-spirituale. Con il suo ultimo lavoro, dedicato alla monumentale figura diJohann Wolfgang vonGoethe, recuperando brillantemente la sua giovanile formazione di germanista, ha saputo costruire un’opera vivissima, densa di informazioni e sostenuta da una sorprendente verve narrativa.
Riportiamo qui una breve conversazione volta a mettere in luce gli elementi ispiratori del suo Goethe a Roma.*
Conversazione con Patrizio Gonnella, Presidente di Antigone
La recente condanna della Corte per i diritti umani del Consiglio d’Europa in merito al sovraffollamento delle carceri nel nostro Paese ha prodotto “mortificazione” in Giorgio Napolitano e “avvilimento” in Paola Severino, ma è stata anche salutata da molti di noi con vera soddisfazione. Tu stesso l’hai definita, senza alcuna esitazione, “una sentenza epocale”. Puoi illustrarci quali effetti positivi dovrebbero scaturire da questo evento?
Conversazione con Concetta Visconti*, autrice di Africa e diritti umani. Dalle Carte costituzionali al sistema africano di protezione dei diritti umani**
La recente sentenza della Cassazione in merito alla vicenda della scuola Diaz di Genova non merita certo di essere rapidamente archiviata. Si tratta, infatti, di un evento che richiede tutta la nostra attenzione e su cui occorrerà riflettere a lungo. A tal fine, dopo aver intervistato Antonio Marchesi, ci siamo rivolti a Patrizio Gonnella, Presidente di Antigone, per ulteriori commenti.
Dopo aver registrato i commenti di Antonio Marchesi 1) e di Patrizio Gonnella 2), non poteva esserci voce migliore per analizzare le varie questioni ruotanti intorno alla cosiddetta “sentenza Diaz” di quella di Lorenzo Guadagnucci 3), un giornalista che era lì, dentro i locali della Diaz, in quella terribile notte del 2001.
La recente sentenza della Cassazione in merito all’ignobile pestaggio della Diaz* rappresenta, senza alcun dubbio, motivo di sincera soddisfazione per tutti i cittadini amanti delle istituzioni democratiche. Difficile dire, però, se sia possibile o meno parlare di vera e propria “vittoria” della cultura dei diritti umani. A questo proposito, abbiamo provato a tracciare un primo rapido bilancio della vicenda, avvalendoci della competenza del prof. Antonio Marchesi, esperto di diritto internazionale e consigliere nazionale della sezione italiana di Amnesty International.
- Ti sembra che, dopo tanti anni di attesa, grazie a questa sentenza della Cassazione, ci si possa sentire pienamente soddisfatti?
Una conversazione con il prof. Rocco Maruotti, chirurgo di fama internazionale
- La legge italiana n.578, del 29 dicembre 1993, nel suo articolo 1, dichiara che:
"La morte si identifica con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo." Il parlare di "cessazione irreversibile di tutte le funzioni" di un organo tuttora esplorato e conosciuto in minima parte non significa forse parlare di qualcosa che ha a che fare – per dirla con Karl Popper – più col piano della metafisica che con quello della verificabilità (e falsificabilità) sperimentale? Non dovrebbe lo stesso criterio della cosiddetta "morte cerebrale" apparire palesemente improponibile in sede scientifica?
La Casa della Memoria e della Storia di Roma, sempre generosa nel dare vita a iniziative di grande rilievo storico-civile, ha recentemente ospitato la mostra In memoriam. Aktion T4: il nazismo e lo sterminio delle persone con disabilità (17 febbraio-6 marzo), curata dall’AVI in collaborazione con l’ANPI. E’ in questa circostanza che ho avuto la possibilità di conoscere Silvia Cutrera, ricercatrice e presidente dell’AVI (Agenzia per la Vita Indipendente), principale ideatrice e realizzatrice dell’iniziativa.
Conversazione con Maurizio Simoncelli dell’Archivio Disarmo, in merito al contestato acquisto del cacciabombardiere F-35
Il programma del caccia F-35, che risulterebbe costatoci già ben 2,7 miliardi di euro, potrebbe condurci, nei prossimi anni, ad una spesa complessiva oscillante fra i 15 e i 20 miliardi (senza considerare i costi di mantenimento di tali velivoli). Al di là di ogni valutazione etica, civile e politica, ti sembra che il nostro Paese sia in grado di sopportare un simile impegno economico?