Di diritti umani sempre più spesso sentiamo parlare, sia in ambito di problematiche politiche di grande attualità, sia in quello di questioni etico-filosofiche più sofisticate.Ma, sempre e per tutti, non è mai stato facile offrire una definizione chiara ed esaustiva di tale concetto.
Parlare della morte fa paura. Risulta démodé, troppo poco moderno, addirittura poco educato. Roba da tempi oscuri o da società tribali.
Millenni di egemonia cristiana controbilanciata da qualche secolo di uno scientismo spesso arrogante hanno ottenuto un risultato davvero tragico all’interno della cultura occidentale: lo spegnersi quasi totale del sentimento dell’”oltre”.
Nel parlare di diritti umani, non si sottolineerà mai abbastanza l’importanza davvero rivoluzionaria rappresentata dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 10 dicembre del 1948. Essa, infatti, “non solo ha cercato di radicare nella società degli Stati un nuovo ethos, un nuovo modo di vedere e concepire i rapporti tra esseri umani e tra essi e i vari Stati in cui si articola la comunità internazionale. Essa ha segnato anche l’introduzione di un nuovo modo di qualificare i comportamenti degli uomini, di classificarli in base a nuovi criteri di valutazione.” (Antonio Cassese, Voci contro la barbarie, Feltrinelli, 2008, p.9)
un diritto ancora negato a molte bambine e ragazze in gran parte del mondo.
Tra i diritti fondamentali della persona, quello all’istruzione riveste indubbiamente un’importanza di particolare rilievo, in quanto, oltre ad essere un diritto in sé, costituisce la via maestra all’esercizio di altri diritti: aiuta le persone a sviluppare al massimo il proprio potenziale, a partecipare in modo attivo alla vita sociale e a difendere se stesse, la propria famiglia e le altre persone dalla privazione dei loro diritti.
PREMESSA Il presente lavoro è stato preparato in vista del corso di formazione per docenti della scuola secondaria di II grado, organizzato da Amnesty International a Roma durante l’anno scolastico 2009/2010. Il percorso rappresenta il tentativo di fornire una mappa panoramica della presenza della tematica LGBT all'interno della storia del cinema. Si tratta, ovviamente, soltanto di una traccia parziale e sommaria, con inevitabili lacunosità e approssimazioni.
I diritti umani hanno una lunga storia. In un certo senso, la loro storia coincide con la storia del pensiero dell’uomo e, nello stesso tempo, con quella dei suoi innumerevoli errori. Una lunga strada composta da mille e mille sentieri che si intrecciano, che si allontanano, che si sovrappongono. Sentieri a loro volta tortuosi, come il letto di un corso d’acqua che, scendendo a valle, da rivolo si fa ruscello e, fra gole, rapide ed anse, lentamente, ma travolgentemente, si fa fiume.
BIBLIOGRAFIA Nella compilazione della presente bibliografia, abbiamo preferito accantonare ogni aspirazione alla “monumentalità”, limitandoci a suggerire quanto ci è parso particolarmente utile ad orientare i docenti e gli studenti desiderosi di approfondire le proprie conoscenze in merito alla Shoah e alle politiche di persecuzione e di sterminio progettate e perpetrate dal nazismo tedesco e dal fascismo italiano. Va da sé, pertanto, che in tale circoscritto elenco avrebbero potuto ben meritare di essere menzionati molti altri validi lavori.
Qualche riflessione metodologica sulla “Giornata della Memoria”
Da qualche tempo, si va diffondendo la tendenza a caricare le sempre più numerose “giornate a tema” di elementi rituali e retorici, con il rischio di trasformarle in contenitori luccicanti e sicuramente ben confezionati, ma poveri di autentiche valenze educative, con il risultato di produrre adesioni dal carattere epidermico e meccanico, se non addirittura forme di stanchezza e dirifiuto preconcetto. Cosa possiamo fare, allora, noi insegnanti per evitare di favorire simili infausti fenomeni di “eterogenesi dei fini”?
Alle radici di Amnesty International c’è un “ grande sogno “. Il sogno di creare un vasto movimento di pensiero e di azione civile capace di porre un argine alla violenza del potere nei confronti della dignità della persona umana. Il sogno di poter aprire tutte le prigioni in cui sono incarcerati i perseguitati per motivi di opinione, di poter fermare la mano agli aguzzini che infieriscono sul corpo e sull’anima di tutti i prigionieri.