Un discorso chiaro e senza veli sul mondo troppo ignorato del carcere.
Molto spesso (e sempre più spesso), si ha la sensazione di vivere in un Paese in cui stia diventando ogni giorno più difficile parlare delle cose davvero importanti e parlarne appellandosi alla dolce forza
della ragione. Si ha la sensazione, cioè, che vada sempre più prevalendo la tendenza brutale a fare leva sulle peggiori pulsioni emotive, a gettare fango avvelenato contro tutti coloro che non sono riconoscibili come “amici” e a trattare le questioni (anche le più delicate e spigolose ) con crassa e ostentata faciloneria, appellandosi a ciò che si sbandiera essere la “volontà del popolo sovrano”.